Sveva Angeletti \ Second Portrait \ 2014

Viterbo \ Palazzo dei Priori

a cura di Serena Achilli

 

“Fare video è come dipingere, fermiamo immagini in movimento. L’artista, che usi i pennelli o la tecnologia, è per me uno sciamano, un mago. Cattura l’energia e riesce a comunicarla in una sorta di neoumanesimo…. si sta ricreando l’umanesimo non solo nell’arte, ma nel mondo.”

Cito Bill Viola, perché oltre ad essere uno dei più grandi (indiscutibile) artisti al mondo, sintetizza esattamente la videoart. In una quarantina di anni (pochi per l’intera storia dell’arte), questa modalità espressiva, ha cambiato i confini della creazione contemporanea, e con il digitale si è modificata la percezione del vero o verosimile fra reale e artificiale. In libera e costante evoluzione ed in sincronia con le nuove scoperte tecnologiche, ha allargato l’orizzonte del visibile e ridefinito i rapporti tra il pubblico ed il sistema dell’arte.

Sveva Angeletti giovane artista (1991), sembra già avere le idee chiare sul suo lavoro. Scienza tecnologica, innovazione; la cultura visiva ha aperto strade nuove nel linguaggio espressivo e Sveva corre su questo filo della creatività che si inoltra nel profondo della verità. Le immagini aiutano a riflettere sul tempo, ad osservare in maniera più intensa ‘emozionando’ anche il corpo, il respiro, il battito che si trasformano in colore, luce e suono.

Questa per ora la sua ricerca, il messaggio, se proprio ci deve essere, arriva attraverso uno strumento che l’aiuta nella conoscenza della materia, della carne, della pelle; corporeità tradotta in figurazioni, diagrammi e toni.

 

Serena Achilli